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Grado patriarcaleCon le scorrerie barbariche del V secolo, gli Aquileiesi trovarono rifugio lungo la costa, facendo di Grado la nuova Aquileia, che ereditò anche l'antica sede vescovile. Grado resta nell'orbita greco-bizzantina; ne sono testimonianza le due importanti basiliche del V - VI sec. Fu al vescovo di Grado che Giustiniano, l'imperatore romano d'Oriente, riconobbe il titolo di Patriarca, dopo Gerusalemme, Costantinopoli, Roma, Alessandria ed Antiochia. Ancora oggi, non sappiamo quante sono state le chiese ed i monasteri che costellavano la terra ferma diventata verso l'anno Mille laguna. A testimonianza del periodo possiamo visitare la Basilica di Sant Eufemia con il suo prezioso tesoro risalente al 568 D.C., numerosi sono gli oggetti che lo compongono, tanti da giustificarne la imminente costruzione di un museo a loro dedicato, solo per citare alcuni dei pezzi più importanti come la capsella dei Santi Canziani, la cassa-reliquiario dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato, la grande "Pala d'Oro" e la Stauroteca, il reliquiario bizzantino della Santa Croce inviato a Grado dall'Imperatore d'Oriente Eraclio, uno dei più grandi frammenti conosciuti del Sacro Legno.

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